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Murature portanti in pietra: quale tipologia scegliere per sicurezza antisismica?

Lucia Barbinidi Lucia Barbini· 27/08/2026 19:25
Murature portanti in pietra: quale tipologia scegliere per sicurezza antisismica?

Risposta breve: in zona sismica privilegia murature in pietra squadrata con confinamento o armatura diffusa, giunti sottili e diatoni passanti; evita murature a sacco e paramenti irregolari non consolidati.

Criteri essenziali per scegliere

La sicurezza antisismica nasce da materiali compatibili, tessiture regolari e dettagli costruttivi che garantiscono continuità e duttilità.

  • Tessitura: blocchi squadrati, corsi orizzontali, diatoni ogni 60–100 cm.
  • Malta: calce idraulica naturale (NHL) o pozzolanica, basso modulo, giunti 8–12 mm.
  • Connettori: ammorsature d’angolo, barre inox o basalto dove serve.
  • Confinamento: cordoli continuo in sommità e base, telai o cantonali.
  • Aperture: architravi ben dimensionati e cerchiature.
  • Norme: progettazione secondo Norme Tecniche per le Costruzioni e Eurocodice 8.

Tipologie a confronto

Tipologia Comportamento sismico Interventi chiave Vantaggi Rischi
Muratura a secco (tradizionale) Bassa resistenza a taglio; collassi per ribaltamento Confinamento, diatoni aggiuntivi, cuciture/catene Traspirante, reversibile Scarsa duttilità senza rinforzi
Muratura a sacco (doppio paramento con riempimento sciolto) Molto vulnerabile: scorrimento, espulsione paramenti Iniezioni, connettori trasversali, intonaco armato Diffusa nell’esistente Prestazioni imprevedibili se non consolidata
Blocchi squadrati con malta Buona se regolare e ben ammorsata Diatoni, giunti sottili, cordoli e cerchiature Ripetibilità, posa più rapida Nodi deboli agli angoli se trascurati
Muratura confinata (cantonali e cordoli in c.a./acciaio/legno) Ottima: pannelli di pietra “tenuti” da telai Staffature, collegamenti solaio-parete Duttilità e controllo fessurazione Dettagli fondazionali cruciali
Muratura armata (barre e reti annegate nei giunti) Molto buona: capacità a taglio e duttilità elevate Reti inox/basalto, malte compatibili Comportamento più “avvisato” al sisma Richiede posa specialistica
Muratura esistente rinforzata (CRM/FRCM/FRP) Da media a alta, se ben progettata Reti in calce (CRM/FRCM), diatoni, cuciture Leggera, compatibile con la pietra Dettagli d’ancoraggio determinanti

Quale scegliere in area sismica

  1. Nuovo con pietra a vista: preferisci muratura confinata o armata con blocchi squadrati. Regolarità in pianta e in elevazione, cordoli e ancoraggi ai solai.
  2. Nuovo con alte prestazioni: facciate in pietra come rivestimento su struttura intelaiata; portanza affidata al telaio, la pietra lavora da paramento pesante correttamente ancorato.
  3. Esistente irregolare: mantieni la tessitura e applica CRM/FRCM a base calce, connettori trasversali e catene ai solai; integra diatoni ove assenti.

Se costruisci nuovo

  • Pietra: calcari compatti, gneiss e porfidi offrono resistenze superiori; arenarie e tufi richiedono malte più “morbide”.
  • Giunti: regolari e sottili; malte NHL 3.5 pozzolaniche per equilibrio tra resistenza e deformabilità.
  • Nodi: ammorsature d’angolo e cordoli chiusi; verifica dettagli secondo NTC.

Se riqualifichi l’esistente

  • Diagnosi: rilievo tessitura, prove martinetti piatti, endoscopie per verificare il nucleo.
  • Consolidamento: iniezioni di calci idrauliche a bassa viscosità, cuciture diffuse, reti CRM in calce fibrorinforzata.
  • Compatibilità: evita malte cementizie rigide su pietre tenere; rischio distacchi e fessurazioni.

Pietra e malta: accoppiata decisiva

Cresciuta tra cave toscane, ho visto quanto conti l’abbinamento giusto. La stessa pietra, con malta sbagliata, diventa fragile.

  • Calcari compatti / porfidi: malte NHL 3.5–5 con inerti locali; giunti sottili.
  • Arenarie / tufi: malte NHL 2–3.5 con pozzolana; maggiore capacità di deformazione.
  • Inerti e granulometria: sabbie frantumate di cava migliorano l’aggancio; curva ben distribuita.
  • Additivi naturali: metacaolino o cocciopesto per durabilità senza irrigidire.

Dettagli che salvano la parete

  • Diatoni passanti: ogni 60–100 cm per cucire i paramenti.
  • Cordoli continui: in c.a., acciaio o legno lamellare, ancorati ai solai.
  • Catene e tiranti: controllo del ribaltamento fuori piano.
  • Cerchiature aperture: profili metallici o telai legno-acciaio; architravi ben dimensionati.
  • Intonaco strutturale CRM/FRCM: rete in basalto o vetro alcali-resistente in malta di calce.

Costi, tempi, sostenibilità

  • Economia: muratura squadrata richiede manodopera specializzata; la confinata riduce incertezze di posa.
  • Tempi: CRM su esistente è rapido e poco invasivo; muratura armata necessita coordinamento accurato.
  • Ambiente: pietra locale e malte a base calce riducono CO₂; riciclo degli sfridi come inerte.
  • Durabilità: dettagliare gocciolatoi, protezioni alla base e corretta ventilazione degli interni.

In sintesi:

  • Top scelta nuova costruzione: muratura in pietra squadrata confinata o armata.
  • Top scelta riqualificazione: rinforzo CRM/FRCM con connettori e diatoni, cordoli e catene.
  • Da evitare senza interventi: muratura a sacco e paramenti irregolari non ammorsati.
  • Chiave di progetto: giunti sottili, compatibilità pietra–malta, nodi ben dettagliati secondo NTC e EC8.

Nota operativa

Ogni edificio è un caso a sé. Coinvolgi un ingegnere strutturista con esperienza su murature in pietra e verifica la conformità alle NTC e alle prescrizioni locali.

Lucia Barbini
Lucia Barbini

Cresciuta tra le cave di marmo toscane, Lucia si è sempre appassionata a scoprire nuovi materiali per l’edilizia sostenibile. Da anni collabora con piccoli laboratori per sperimentare finiture e applicazioni innovative, documentando processi e risultati concreti.